La tana nel bosco è un blog per dar voce agli animali. La tana nel bosco è dalla parte degli animali, sempre.
mercoledì 8 aprile 2015
giovedì 2 aprile 2015
PETIZIONE STOP AI CRIMINI DI NATURA
Il WWF attualmente sta portando avanti una petizione per chiedere sanzioni più severe per chi compie crimini di natura come l'uccisione di animali selvatici. Basta una firma per aiutare questa campagna, ecco il link:
http://criminidinatura.wwf.it/cosa-facciamo/petizione.php
giovedì 26 marzo 2015
IL WWF E IL FILM L'ULTIMO LUPO
Vi
riporto il comunicato del WWF sul film e sulla situazione dei lupi in
Italia
Il
WWF è lieto di affiancare la promozione in Italia del film L’ultimo
lupo del grande
maestro, Jean-Jacques Annaud, in uscita al cinema il prossimo 26
marzo distribuito da Notorious
Pictures. La sua
ultima opera, secondo il WWF, ha la forza necessaria a scardinare
alcuni ostacoli ‘culturali’ che impediscono la corretta
conoscenza nel nostro paese di questa specie ‘simbolo’ della
natura selvaggia e ancora così importante per gli equilibri
naturali.
Come accade ai lupi protagonisti del film, anche nella nostra cultura i predatori hanno da sempre assunto una connotazione negativa, frutto di rapporti conflittuali quando l’Italia e l’Europa erano prettamente agricole, e rinforzata anche da favole e leggende quasi sempre esagerate. Negli anni ‘70 il WWF aveva stimato appena 100 esemplari in tutta Italia. Grazie alla battaglia intrapresa dal WWF con l’operazione San Francesco oggi in Italia vivono quasi 1.200 lupi. Ma la loro espansione ha provocato una nuova ondata di persecuzione. Ogni anno decine e decine di lupi vengono uccisi da trappole, veleni e altre armi dei bracconieri che utilizzano gli episodi di aggressione del lupo al bestiame come pretesto per eliminare un animale di nuovo considerato come ‘nocivo’.
“E’ in atto un pericoloso ritorno al passato, che rischia di cancellare gli straordinari sforzi finora fatti per la conservazione di questa specie e la messa a frutto delle migliori esperienze di convivenza uomo-predatori già avviate in molte parti del nostro paese – ha dichiarato Donatella Bianchi – Presidente del WWF Italia - La storia da cui è tratto il film chiarisce molto bene come siano saltati gli equilibri su cui si basa la convivenza tra lupi e uomini e quanto questo provochi l’accanimento di questi ultimi verso i predatori. L’ultimo lupo di Jean-Jacques Annaud rappresenta questa drammatica realtà con immagini potenti e suggestive, capaci di descrivere il legame profondo che Annaud ha saputo mostrare tra la natura e le popolazioni indigene, abituate a sopravvivere in ambienti estremi, e l’importanza della loro sapienza rispetto a tali relazioni. In questo film la favola del lupo ‘cattivo’ a cui siamo abituati, si ribalta: il lupo è sì una specie crudele ma trova nel suo cammino uomini capaci di azioni orribili e ‘incomprensibili’: l’uomo diventa corruttibile, crudele e a volte anche stupido”.
Come accade ai lupi protagonisti del film, anche nella nostra cultura i predatori hanno da sempre assunto una connotazione negativa, frutto di rapporti conflittuali quando l’Italia e l’Europa erano prettamente agricole, e rinforzata anche da favole e leggende quasi sempre esagerate. Negli anni ‘70 il WWF aveva stimato appena 100 esemplari in tutta Italia. Grazie alla battaglia intrapresa dal WWF con l’operazione San Francesco oggi in Italia vivono quasi 1.200 lupi. Ma la loro espansione ha provocato una nuova ondata di persecuzione. Ogni anno decine e decine di lupi vengono uccisi da trappole, veleni e altre armi dei bracconieri che utilizzano gli episodi di aggressione del lupo al bestiame come pretesto per eliminare un animale di nuovo considerato come ‘nocivo’.
“E’ in atto un pericoloso ritorno al passato, che rischia di cancellare gli straordinari sforzi finora fatti per la conservazione di questa specie e la messa a frutto delle migliori esperienze di convivenza uomo-predatori già avviate in molte parti del nostro paese – ha dichiarato Donatella Bianchi – Presidente del WWF Italia - La storia da cui è tratto il film chiarisce molto bene come siano saltati gli equilibri su cui si basa la convivenza tra lupi e uomini e quanto questo provochi l’accanimento di questi ultimi verso i predatori. L’ultimo lupo di Jean-Jacques Annaud rappresenta questa drammatica realtà con immagini potenti e suggestive, capaci di descrivere il legame profondo che Annaud ha saputo mostrare tra la natura e le popolazioni indigene, abituate a sopravvivere in ambienti estremi, e l’importanza della loro sapienza rispetto a tali relazioni. In questo film la favola del lupo ‘cattivo’ a cui siamo abituati, si ribalta: il lupo è sì una specie crudele ma trova nel suo cammino uomini capaci di azioni orribili e ‘incomprensibili’: l’uomo diventa corruttibile, crudele e a volte anche stupido”.
giovedì 19 marzo 2015
NO ALLA PESCA ECCESSIVA-PETIZIONE GREENPEACE
Greenpeace ha dato il via a questa petizione per dire no alla pesca eccessiva che svuota i nostri mari. Per aderire basta compilare il modulo che trovate al link sottostante:
GREENPEACE
venerdì 13 marzo 2015
ANIMALI SMARRITI E CHE CERCANO CASA AL CANILE DI NATURNO
Visitate il sito del Canile di Naturno per scoprire cani e gatti che cercano una nuova famiglia e una casa che li accolga, inoltre attualmente si trovano alcuni appelli di animali scomparsi, date una mano se li avvistate. Grazie!
http://www.canilenaturno.org/
giovedì 5 marzo 2015
SALVIAMO IL BRUTTO ANATROCCOLO-PETIZIONE LIPU
Ecco un'altra petizione firmata dalla Lipu "Salviamo il brutto anatroccolo" a difesa degli avvoltoi, in modo che non si utilizzi un farmaco ad uso veterinario che li sta uccidendo.
Basta un attimo per firmare, cliccate qui:
http://www.lipu.it/salviamogliavvoltoi
mercoledì 25 febbraio 2015
BASTA CON LE PELLICCE DI VISONE!
Firmate questa petizione, relativa alle
pellicce di visone che, purtroppo, continuano ad essere realizzate
sulla pelLe di poveri animali. Dal sito:
“In Italia sono ancora
presenti circa 20 allevamenti di visoni, con una produzione annuale
di 200.000 pelli derivanti dall’uccisione di questi animali.
Una proposta di legge che introdurrà anche nel
nostro paese il divieto di allevamento di animali “da pelliccia”
è già stata presentata e assegnata da tempo alle commissioni
referenti di Camera (C288) e Senato (Atto S62).
Con questa petizione chiediamo ai membri di queste commissioni di impegnarsi a calendarizzare la discussione in Parlamento di questa legge, in modo da fare anche in Italia un passo etico e di rispetto degli animali.
Con questa petizione chiediamo ai membri di queste commissioni di impegnarsi a calendarizzare la discussione in Parlamento di questa legge, in modo da fare anche in Italia un passo etico e di rispetto degli animali.
L’associazione Essere Animali ha documentato
tutti questi allevamenti italiani con un filmato chiamato “Morire
per una pelliccia”, visibile sull’apposito sito
www.visoniliberi.org
Vi si vedono animali prigionieri per tutta la vita in gabbie affollate e minuscole. Sono stati documentati casi di numerosi visoni feriti alla testa, agli occhi e alle zampe, stressati, con comportamenti compulsivi e stereotipati, costretti a vivere anche accanto ai cadaveri dei loro simili.
La prigionia negli allevamenti stravolge completamente le esigenze e le necessità dei visoni, animali amanti dell’acqua e di lunghe nuotate, capaci in natura di percorrere chilometri in un solo giorno, costretti invece a vivere in gabbia e privati dell’acqua, del contatto con il terreno e l’erba, della libertà.
Già 6 paesi europei hanno abolito l’allevamento di animali per farne pellicce. Altri, come Germania e Svizzera, hanno posto restrizioni tali da costringere alla chiusura gli allevamenti presenti. Il divieto di allevare volpi e visoni è inoltre in avanzata fase di discussione anche in Irlanda e Belgio.
Vi si vedono animali prigionieri per tutta la vita in gabbie affollate e minuscole. Sono stati documentati casi di numerosi visoni feriti alla testa, agli occhi e alle zampe, stressati, con comportamenti compulsivi e stereotipati, costretti a vivere anche accanto ai cadaveri dei loro simili.
La prigionia negli allevamenti stravolge completamente le esigenze e le necessità dei visoni, animali amanti dell’acqua e di lunghe nuotate, capaci in natura di percorrere chilometri in un solo giorno, costretti invece a vivere in gabbia e privati dell’acqua, del contatto con il terreno e l’erba, della libertà.
Già 6 paesi europei hanno abolito l’allevamento di animali per farne pellicce. Altri, come Germania e Svizzera, hanno posto restrizioni tali da costringere alla chiusura gli allevamenti presenti. Il divieto di allevare volpi e visoni è inoltre in avanzata fase di discussione anche in Irlanda e Belgio.
Chiudiamo tutti gli allevamenti di visoni
in Italia!
Per seguire la campagna e gli
appuntamenti: www.essereanimali.org”
Firmate cliccando
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